concorso per la Fiera Internazionale della Sardegna

RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE FIERISTICO DI CAGLIARI

progetto classificato al 3° posto (premio 10.000,00 €) nel concorso internazionale di progettazione

 
 galleria

Gruppo di progettazione:

  • Arch. Franco Bernardini (capogruppo)
  • Arch. Susanna Pierini (architettura sostenibile)
  • Arch. Luca Lazzarotto
  • Arch. Alessandro Fausti
  • Roberto de Angelis (rendering)
  • Dott. Marco Riccioni (consulente quadro economico)

La fiera come rappresentazione

La suggestione poetica alla base dell’idea del progetto è la metafora dell’edificio come “Isola”: la rappresentazione simbolica della Sardegna. La facciata della Fiera si specchia nell’acqua “raddoppiandosi”, l’ingresso avviene attraversando un ponte. La disposizione planimetrica della Fiera si basa su un asse orientato secondo quello che diventerà l’ingresso principale su piazza Marco Polo e sul palazzo dei Congressi. Su questo percorso vengono attestati sui due lati i padiglioni espositivi, l’hangar esistente (padiglione E) viene conservato e rappresenta un’eccezione alla regola geometrica generale, così come il padiglione di Libera che viene riportato alla sua conformazione originale. Un secondo percorso attraversa diagonalmente l’area secondo l’andamento dei tessuti residenziali di viale A. Diaz costituendo un collegamento con le aree oggetto di potenziali sviluppi tra la Fiera e il mare. Il confine verso sud-est viene definito infine da una “striscia” di verde che –sollevandosi- genera degli spazi funzionali di servizio alla Fiera e costruisce un limite tra le aree espositive all’aperto e la città. 

inquadramento urbanistico

inquadramento urbanistico

L’Organizzazione spaziale e distributiva

L’ingresso è – come detto – costituito da un passaggio su due specchi d’acqua realizzato in piazza Marco Polo, a destra e sinistra due padiglioni ospitano le biglietterie. L’ingresso principale è anche il terminale di una copertura in metallo e vetro che copre tutto il tessuto connettivo tra i padiglioni e rappresenta l’elemento architettonico forse più rappresentativo dell’intera area espositiva. Gli edifici sono di semplice struttura e costruzione e sono “avvolti” da una pelle (tecnicamente una facciata ventilata) di vetro colorato retroilluminato che comunica l’immagine della Fiera e può essere mutevole nel tempo con la semplice variazione cromatica dell’illuminazione. Le facciate potranno essere utilizzate anche come veicoli pubblicitari sia con temi legati alle esposizioni sia generici. Questi padiglioni sono parzialmente a due piani, con il solaio intermedio che lascia delle grandi aperture verso il piano inferiore consentendo delle viste d’insieme delle aree espositive. La cubatura complessiva e la superficie espositiva sono le stesse di quelle dei padiglioni demoliti.

planimetria generale

planimetria generale

Gli ingressi con biglietteria si trovano su piazza Marco Polo, viale A. Diaz e presso il palazzo dei Congressi, gli ingressi carrabili di servizio sono sul piazzale CONI e su viale A. Diaz. Un ulteriore accesso potrà essere realizzato al piano superiore come terminale del percorso sopraelevato proveniente dall’area del porto turistico, creando una sinergia con quest’ultimo, in particolare con l’edificio di archeologia industriale di P.L. Nervi da recuperare. Questo percorso trasversale consentirà di superare l’ostacolo fisico della strada di alto scorrimento Asse Mediano costituendo la premessa per un nuovo rapporto della Fiera con il mare, così come già anticipato dalle indicazioni del PRG e dai Masterplan di recente concezione.

rendering

rendering

 
 

 

 
 

l'ingresso principale

l'ingresso principale

Accessibilità e Parcheggi

Gli accessi al rinnovato Polo Fieristico sono separati per i pedoni ed i veicoli. I primi accedono all’area fieristica vera e propria dai due poli dell’asse distributivo Piazza Marco Polo – Centro Congressi; sulla Via A. Diaz è conservato un accesso dedicato alle attività collaterali previste nella “piazza”. L’intero complesso è facilmente percorribile dalle persone disabili: lo spazio pubblico è completamente accessibile senza soluzioni di continuità, mentre gli spazi interni consentono la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere ogni parte degli edifici e di fruirne gli spazi e le attrezzature in condizioni di autonomia e sicurezza, senza barriere architettoniche.

 
la galleria principale

la galleria principale

 
 

 

 
 

rendering

rendering

I riferimenti legislativi sono tutti quelli previsti dalla normativa vigente in materia, con particolare attenzione al D.P.R. 27 aprile 1978, n.384 ed al Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizione tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e della eliminazione delle barriere architettoniche). Le automobili degli espositori ed il traffico pesante accedono dagli ingressi situati lungo la complanare dell’Asse Mediano e da Viale A. Diaz, in entrambi i casi due parcheggi riservati consentono la sosta temporanea e le operazioni di carico/scarico per l’allestimento degli stands. Il pubblico potrà usufruire delle aree di parcheggio esistenti e collocate in prossimità di piazzale Marco Polo, dello stadio Sant’Elia e del centro sportivo CONI. Eventuali ulteriori parcheggi potranno essere reperiti vicino l’ingresso lato CONI e soprattutto nelle aree prospicienti il mare e separati dall’asse mediano, in virtù del nuovo collegamento pedonale e in previsione dello sviluppo futuro di queste aree.

particolare della copertura

particolare della copertura

 
 

 

 
 

rendering dell'interno dei padiglioni

rendering dell'interno dei padiglioni

Gli spazi aperti multifunzionali

La collocazione dei nuovi padiglioni lungo un asse decentrato rispetto all’area ha consentito di liberare un grande spazio centrale, che chiameremo “la piazza” disponibile all’impiego per manifestazioni all’aperto di carattere sportivo (in particolare il concorso ippico), artistico (concerti e spettacoli teatrali ..) commerciale (mercatini tematici) anche collaterali alle manifestazioni prettamente fieristiche. Questo spazio si presenta pavimentato con i materiali locali (granito, trachite ..) alternati a cemento vibrato in opera colorato in massa. Sono state conservate le alberature di pregio preesistenti disposte a isole e ”segnalate” da un disegno a cerchi concentrici della pavimentazione. A completamento sono state create delle vasche di acqua con sedute integrate alternate a dei giochi d’acqua provenienti dal pavimento.

 

 

 
 

vista dall'alto

vista dall'alto

 

 

 
 

pianta del piano terra e sezioni/prospetti

pianta del piano terra e sezioni/prospetti

pianta del piano primo e sezioni/prospetti

pianta del piano primo e sezioni/prospetti

Le soluzioni tecnologiche, la struttura, i materiali

Strutturalmente gli edifici a “stecca” sono realizzati con un sistema prefabbricato in cemento armato pluripiano, con pilastri monoliti a sezione rettangolare con lato minore non inferiore a 50 cm e lato maggiore variabile ad ogni interpiano. Mensole rettangolari, semplici o multiple, posizionabili su qualunque faccia del pilastro, permettono l’appoggio, delle travi primarie. I solai intermedi e quello di copertura sono realizzati utilizzando tegoli a TT abbinati a travi a T rovescio e ad L. La possibilità di realizzare fori o cavedi e di sfruttare lo spazio tra le nervature dei tegoli consentirà di risolvere agevolmente anche impegnative esigenze impiantistiche. L’intradosso, grazie alla presenza dalle nervature dei tegoli, può essere facilmente controsoffittato. I pannelli di tamponamento costituiscono le chiusure perimetrali esterne degli edifici prefabbricati ed hanno una struttura portante in c.a. e sono coibentati da strati interposti di materiale isolante; rappresentano i componenti che maggiormente incidono sulla qualità estetica e formale degli edifici si è dunque deciso di renderli anonimi e rivestiti da lastre in vetro fissate ad una sotto struttura in profilati di alluminio con camera di ventilazione.

Restauro filologico del padiglione Libera

Libera affermava di aver voluto “accettare la realtà statica e riconoscere in essa, senza l’ausilio di altri elementi di estetica gratuita, quei caratteri e quei valori figurativi che da soli potessero essere il supporto e la coincidente sostanza dei valori estetici”, quindi l’idea di restauro riporterà in luce la bianca struttura che formava il padiglione ombroso e ventilato, privo da tamponature.

 

 

 
 

rendering

rendering

Impegno risorse rinnovabili – utilizzo risorse naturali
Sistemi Energetici Attivi

Per coprire parte del fabbisogno energetico del complesso, il cui impianto sarà allacciato alla rete pubblica di distribuzione, sono stati utilizzati vetri e pannelli fotovoltaici a totale integrazione architettonica ed un sistema di generatori eolici da 1,5 kW la cui forma particolare li rende meno sensibili alle turbolenze e più “amichevoli” nei confronti dei volatili. I moduli fotovoltaci “vetro/vetro” sono realizzati con PolyVinyl Butyral, materiale tipicamente utilizzato per ottenere i vetri stratificati di sicurezza comunemente utilizzati in edilizia, e rivestono la parte terminale del percorso coperto quartiere fieristico. La copertura curva dell’hangar invece è realizzata con profili metallici grecati di acciaio preverniciato su cui sono posate ed incollate “lamine solari fotovoltaiche” (da 68 e 136 W). L’utilizzo di tale tecnologia integrata come frontiera esterno-interno, permette di ridurne il costo relativo.

 

 

 
 
Verde
 

 

Per l’edificio di confine si è previsto un rivestimento a verde in copertura per restituire all’ambiente naturale l’area sottratta con l’edificazione. I vantaggi di questa soluzione sono un impatto visivo e psicologico piacevole, una maggiore protezione della struttura ed una vita prolungata per l’impermeabilizzazione protetta dalle sollecitazioni esterne, il filtraggio dell’aria, la riduzione dell’inquinamento acustico, la ritenzione delle acque piovane. La scelta si è orientata sul sistema estensivo che ha caratteristiche di carico ridotto ed economicità anche manutentiva, pur permettendo l’uso di vegetazione varia (prato e bulbose) e resistente alla siccità.

Le piantumazioni della “piazza”, disposte a creare zone di refrigerio destinate a mitigare la calura estiva sono state selezionate in parte tra le specie indicate nello studio “Il Verde Urbano” dell’Ufficio Verde Pubblico del Comune di Cagliari: Celtis australis (Bagolaro spaccassi), Ceratonia siliqua (Carrubo), Morus alba (Gelso bianco), Arbutus unedo (Corbezzolo), Rhamnus alaternus (Alaterno), Juniperus phoenicea (Ginepro fenicio), Phillirea latifolia (Ilatro)

Permeabilità delle superfici orizzontali

Per salvaguardare l’equilibrio idrogeologico della zona tutte le aree pavimentate all’aperto sono state trattate come aree permeabili, per le quali sono state scelte delle soluzioni a lastre e/o cubetti di granito locale “corallo bianco” ed elementi autobloccanti drenanti. Una pavimentazione permeabile all’acqua infatti limita la tendenza all’abbassamento delle falde freatiche, garantisce il miglioramento delle caratteristiche ambientali in relazione al ciclo dell’acqua, riduce i fenomeni di ruscellamento verso i piccoli corsi d’acqua che richiedono frequenti interventi di pulizia, riduce altresì il carico idrico verso i corsi d’acqua nei quali convogliano i sistemi di drenaggio (con conseguente minore sensibilità degli stessi ai fenomeni di piena) e il carico alle stazioni di depurazione dove convogliano i sistemi fognari, con conseguente aumento del loro rendimento.

La permeabilità di una pavimentazione composta da elementi modulari in calcestruzzo o pietra posati a secco dipende sostanzialmente da tre fattori: tipologia e schema di posa dei masselli; permeabilità dei giunti e delle aperture superficiali; permeabilità degli strati che costituiscono il sottofondo. 

 

 

 
 

il progetto degli spazi all'aperto

il progetto degli spazi all'aperto

Il Ciclo dell’Acqua

È previsto il recupero e riutilizzo delle acque meteoriche con cui saranno alimentati gli scarichi dei servizi igienici, l’impianto di climatizzazione e l’innaffiamento del verde esterno.

Il dimensionamento dei componenti impiantistici del ciclo di riuso delle acque (serbatoi, filtraggio, sistema di pompaggio) è stato fatto valutando le precipitazioni medie annue locali (427 mm) e le superfici di raccolta. I serbatoi sono costituiti dalle vasche d’acqua in pietra e cemento, con profondità variabile fino a 40/60 cm nelle parti centrali, in cui sono poste piante macrofite galleggianti, sommerse ed emergenti, scelte secondo la compatibilità con l’ambiente e la disponibilità sul territorio. Esse permettono un trattamento fitodepurante superficiale dell’acqua raccolta poiché svolgono buona parte della degradazione della materia organica rimuovendo parte delle sostanze indesiderate attraverso l’assimilazione diretta nei tessuti e fornendo ambiente e superfici idonee ai microrganismi che trasformano gli inquinanti. Inoltre è stata prevista una cisterna interrata per lo stoccaggio di elevate quantità di acqua. Il centro servizi realizzato lungo viale A. Diaz ha una copertura ondulata rivestita con “tetto-giardino”, collegato con altri spazi a verde lungo il perimetro. Queste aree a verde verranno trattate per essere utilizzate come spazio ludico, spazio giochi, area espositiva e aree di ristorazione all’aperto vicino al padiglione dell’Agricoltura della Regione Sardegna

  

 

 

 

 
 

vista aerea

vista aereavista della "piazza"

vista aerea di notte

vista aerea di notte

piazza vista dal centro servizi

piazza vista dal centro servizi

dettagli

dettagli

 

 

articolo

convegno del 26 febbraio 2010

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concorso internazionale per il restauro della Torre di Porta Nuova all’Arsenale di Venezia, 2006

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Il progetto intende risolvere le necessità funzionali richieste dal bando utilizzando il corpo interno della torre come un “contenitore vuoto” dove le strutture di nuova costruzione si inseriscono senza interferire sulla struttura dell’edificio, consentendone l’accessibilità salvaguardandone l’unitarietà.

DISTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI: l’atrio di ingresso rimarrà invariato rispetto alla situazione esistente, gli unici elementi di nuova installazione potranno essere delle vetrate in vetro o metacrilato strutturale che consentiranno un collegamento climatizzato fra le due ali dell’edificio. In questo modo il vano centrale a doppia altezza diventerà l’atrio di ingresso alla Torre di Porta Nuova, da questo ambiente si accederà sulla sinistra ad uno spazio informativo con tre “isole” destinate a banco informativo/reception, a bookshop e a spazio multimediale con postazioni internet e PC; una scala porterà ad un nuovo solaio intermedio (secondo livello a quota 2,85) che ospiterà un open space con le sei postazioni previste per gli uffici. Nell’ala a destra dell’ingresso un nucleo a torre riservato ai servizi per il pubblico si ripeterà anche agli altri piani e alle sue spalle verrà ricavato un cavedio per gli impianti, mentre una torre in vetro con un ascensore oleodinamico servirà per raggiungere i piani e le funzioni superiori insieme con la scala esistente in pietra d’Istria, che verrà recuperata. Il solaio esistente alla quota 6,90 (terzo livello) verrà utilizzato interamente per le esposizioni, da questo piano partirà una seconda torre in vetro con ascensore e una scala per arrivare alle quote più alte della zona centrale della torre. Il nuovo quarto livello sarà impostato a quota 13,65 per sfruttare la visibilità dell’esterno dall’arco a ogiva sulla facciata verso il canale e per consentire il passaggio trasversale –con un collegamento a ponte per preservare l’unitarietà del vano centrale della torre- all’interno degli archi ogivali; questo piano sarà destinato a ospitare i convegni, le proiezioni e le conferenze della torre dell’Arsenale, sull’ala destra della torre anche a questo piano è collocato un piccolo servizio a disposizione del personale. Dall’ascensore e dalla scala del quarto livello può essere raggiunto il quinto piano con la Biblioteca; quest’ultima sarà sviluppata su due livelli con una parte soppalcata per la saletta di lettura, da questo piano l’ultima rampa della scala e una piattaforma elevatrice ad azionamento idraulico consentiranno l’accesso alla terrazza panoramica sul tetto dell’edificio (vedi dettaglio a lato).

STRUTTURE: I piani aggiunti per risolvere le necessità funzionali saranno staccati dalle strutture murarie e sospesi su delle strutture autonome in acciaio che sosterranno i solai a partire dal piano terra. Queste strutture saranno “rivestite” da involucri opalescenti autoilluminanti che avranno due funzioni: rischiarare in modo diffuso gli ambienti piuttosto scuri della torre e fornire delle pannellature neutre su cui esporre eventuali opere oggetto delle esposizioni. I profili in acciaio saranno trattati con schiumatura intumescente antincendio. I solai saranno realizzati in acciaio con un bordo rialzato fermapiede che -in alcuni casi- servirà da sostegno per i parapetti in vetro stratificato. I solai saranno staccati dalle strutture murarie per consentire la continuità visiva del manufatto e per consentire il passaggio della luce. L’intradosso dei solai ospiterà i passaggi orizzontali degli impianti di climatizzazione e illuminazione, sarà rivestito da controsoffitto in cartongesso. Le torri di scale e ascensori, sempre in acciaio, dal punto di vista strutturale saranno anch’esse autonome dalle strutture esistenti mentre collaboreranno per il sostegno dei solai di nuova costruzione.

COLLEGAMENTI: il primo collegamento verticale è il gruppo scala/ascensore ospitato all’interno dell’ala stretta della torre: dal livello dell’ingresso consentirà il raggiungimento sia del piano espositivo che della sala conferenze al quarto livello, la scala esistente in pietra d’Istria verrà recuperata mentre dal terzo al quarto livello verrà integrata da una nuova rampa in continuità con l’esistente ma realizzata con materiali più leggeri. Una scala interna (con montascale elettrico a parete) consente di raggiungere dal livello terra il piano degli uffici (2° livello a quota 2,85).Il secondo gruppo scala/ascensore è quello della parte centrale a tutta altezza della torre, parte dal livello espositivo e raggiunge il piano sala conferenze e la biblioteca, la scala prosegue fino al livello della copertura mentre l’ascensore si ferma al soppalco della biblioteca. Da questo piano una piattaforma elevatrice elettromeccanica del tipo illustrato nell’immagine a lato consente di raggiungere il punto panoramico sulla copertura senza emergere con alcuna struttura dal piano del parapetto del belvedere.La scala esistente in legno verrà mantenuta solo a fini conservativi.

MATERIALI, FINITURE: l’interno della torre di Porta Nuova è in muratura a vista e le aperture sono limitate, l’effetto è per questo piuttosto cupo. Le strutture e gli allestimenti di nuova costruzione saranno per questo utilizzati per rendere più chiaro e ospitale l’interno della torre. Le strutture portanti, come già detto, saranno “inglobate” in involucri opalescenti illuminati dall’interno, queste pareti bianche luminescenti, accoglieranno sulla loro superficie la grafica relativa all’orientamento e alla gestione delle esposizioni mentre alcune di esse verranno utilizzate come “sfondi” per gli allestimenti museografici.

I pavimenti esistenti saranno rivestiti in Pietra d’Istria, mentre i pavimenti dei solai nuovi avranno una superficie in resina bianca lucida. Gli intradossi dei solai saranno in cartongesso e ospiteranno al loro interno gli impianti elettroilluminotecnici e di climatizzazione, i corpi illuminanti saranno di tipo orientabile da incasso, raccolti in tracce apparentemente casuali. Le strutture delle scale saranno in acciaio, con i parapetti in vetro stratificato e i gradini in Pietra d’Istria sabbiata. I corpi ascensori avranno la struttura in acciaio con gli involucri del vano e delle cabine in vetro stratificato sorretti da giunti (ragni) in acciaio inox.

 

 

 

 

  

concorso internazionale per la Camera di Commercio di Prato, recupero di un edificio di archeologia industriale, 2006

Gli obbiettivi che ci siamo prefissati nella progettazione della nuova sede per la Camera di Commercio di Prato sono stati:

             ricerca della soluzione di maggiore efficienza e razionalità in base all’elenco di richieste dell’ente, anche in merito alla flessibilità nella distribuzione degli spazi e alla possibilità di riorganizzazione, considerando che lo sviluppo attuale della tecnologia comporta mutevoli necessità anche nel corso di pochi anni.

             ristrutturazione attenta del complesso di archeologia industriale nella considerazione del valore architettonico dell’insieme. Conservazione e valorizzazione delle parti di più significativo impatto estetico e adattamento del nuovo organismo alle caratteristiche della struttura.

             realizzazione di una proposta architettonica di significativo impatto estetico, in relazione alla creazione di un ambiente di lavoro gradevole ed efficiente e alla comunicazione di una immagine di razionalità e funzionalità.

PRINCIPI GENERALI La sezione dell’edificio ha posto un primo significativo “problema” da affrontare: l’altezza del corpo di fabbrica diviso in due piani, comporta delle altezze di circa 5 metri per ogni livello; inoltre la posizione delle aperture non è conforme alla necessità di utilizzare gli spazi come uffici, infatti la maggior parte delle finestre al piano terra ha il davanzale a più di due metri da terra mentre quelle del primo piano sono quasi tutte a più di cm 180 da terra. La conseguenza sarebbe che gli uffici avrebbero le finestre ad un’altezza tale che sarebbe difficile persino la percezione dell’esterno oltre che la corretta areazione e illuminazione naturale.

Schema sezione tipo La soluzione scelta è stata di concentrare gli uffici di maggior pregio intorno alla corte centrale, dove al piano terra la cortina muraria è stata sostituita da una facciata continua in vetro, mentre sul perimetro esterno vengono distribuite le funzioni di supporto tecnico e di servizio, lasciando questi spazi a tutta altezza. Gli impianti a questo livello vengono concentrati sui corridoi, i quali verranno controsoffittati per portare l’altezza degli stessi insieme agli uffici sulla corte ad una altezza più proporzionata e vicina alle esigenze ambientali degli uffici. Le finestre a nastro esistenti interne alla corte, pur rimanendo per ragioni di conservazione dei prospetti, corrisponderanno alla quota dei controsoffitti impiantistici. Al primo livello abbiamo deciso di sollevare tutto il piano di calpestio con un pavimento flottante, che corrisponderà ad un cavedio tecnico dove passeranno gli impianti, lasciando in questo modo aperta la possibilità in alcuni casi di lasciare a vista gli intradossi delle volte a botte di copertura. Il sollevamento della quota di calpestio comporta la riduzione dell’altezza dei parapetti a circa 1 metro e la possibilità di conservare su tutto il piano le aperture esistenti sia verso l’interno che verso l’esterno.La distribuzione generale del complesso prevede dei corridoi longitudinali lungo le ali lunghe parallele a via Baldanzi, con distribuzione degli uffici sui due lati (al piano terra la posizione del corridoio è condizionata dalla presenza dei pilastri, ed è quindi leggermente decentrata mentre al primo livello è al centro della sezione), gli uffici di maggior pregio –come detto- occuperanno le aree verso la corte interna. Il collegamento trasversale e verticale è garantito da una struttura esterna leggera e cristallina in metallo e vetro, che comprende due gruppi scale/ascensore (anch’essi in vetro) e un percorso trasversale sospeso protetto da una facciata continua in vetro.I materiali utilizzati per la ristrutturazione del complesso saranno di tipo biocompatibile, in particolare gli intonaci e le pitture saranno traspiranti e a base di calce. Il rivestimento della copertura esistente verrà sostituito con la tecnologia del tetto ventilato, perché crediamo che la migliore fonte di risparmio energetico sia l’isolamento termico, utilizzando un primo strato coibente, una camera di ventilazione, uno strato impermeabilizzante in bitume naturale e un rivestimento finale in scandole di zinco-titanio. Una parte delle coperture -quella esposta a sud- sarà occupata da pannelli solari sia per la produzione di acqua calda sanitaria sia elettrofotovoltaici per la produzione di energia elettrica.Gli interni, tranne che per le sale principali, verranno suddivisi con pareti divisorie spostabili, in modo da consentire future varianti nella distribuzione e seguire l’evoluzione delle esigenze dell’ente. Inoltre le pareti divisorie potranno integrare anche gli arredi fissi come le armadiature, le porte e gli scaffali/librerie.I pavimenti saranno realizzati in gres porcellanato lappato di grande dimensione (cm 60×60) con riferimento al colore e texture della Pietra Serena, al piano primo verranno realizzati su pavimento flottante e ispezionabile, con struttura in ferro zincato. Lo stesso pavimento sarà utilizzato anche per l’esterno in modo da garantire una continuità visiva tra gli spazi interni ed esterni. I controsoffitti verranno realizzati in cartongesso e quelli ispezionabili in pannelli ispezionabili di acciaio microforato (tipo Clip-In), con integrazione dei terminali dell’impianto di climatizzazione (anemostati) e del sistema illuminotecnico (proiettori e plafoniere ad incasso), negli ambienti dove è previsto l’uso di video terminali l’illuminazione sarà di tipo darklight.Tutte le aree saranno di piena accessibilità ai disabili che avranno la possibilità di fruire di ogni area dell’immobile in piena autonomia, a partire dai parcheggi, agli ascensori, ai servizi.

 

 

 

 

  

concorso internazionale per l’Accademia di arti applicate BEZALEL, Jerusalem (IL), 2006

The architectural idea of the design stems from the poetry of “subtraction” of [from] the Maximum Building Envelope, inspired by the gestures of the sculptor that carves a shape from raw solid material. Our approach started with carving out a central space, thereby opening a viewing corridor towards the city and the Cathedral, as required by the call for proposals. The bounds of the carved space are aligned with the pre-existing ones of the two historical buildings (Russian Mission and Hospice for Men) while on the northern side the cut evolves into a complex surface which follows the rotation of the urban texture towards the Hospice for Women, located downhill (always respecting the required 45-meter clearance towards the Church axis) On the western side the building aligns with the facades of the historical buildings, while towards north and south it follows the limits of the land parcel. The volume so obtained was then further carved with a “gestural” cut, an actual “bite” which opens the three-dimensional box, revealing its contents and visually connecting the wings of the academy.The skin of the building is covered with Jerusalem Stone, crossed by linear grooves forming a pattern which resembles bar codes. The grooves appear to be randomly arranged, but they provide light to the interior while limiting the impact of direct sunlight. The groove distribution changes according to the needs of adjacent interior spaces, becoming denser around the corners which are further away from the expansive transparent ceiling that illuminates the core of the building. This suspended ceiling, made of low-emission glass with integrated silicon photovoltaic cells, supplies energy for the building, while partially filtering direct sunlight.

From the point of view of circulation, the academy is conceived with a large shared three-story basement, partially underground, with distribution spaces that run longitudinally north-south, connecting, as in a large urban road, all the public “events” of the academy: auditorium, library, sports facilities, canteen, computer farm, shops, and the greater central meeting place. This last space is located at the intersection with the other main axis in the building design, which runs east-west and connects the public urban space at the Church level with the lower one at the museum level, which can be accessed both from the exterior, through a public stairs, and from the interior, though a spiral stairway. Departments are located inside the two “towers”, with terraces opening towards the large glass ceiling that provide natural lighting and visual permeability among Departments and across the towers, so as to guarantee visual continuity to foster integration and multi-disciplinary interaction.