Progetto di completamento e arredamento delle Terme di Agnano

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Il progetto dei locali annessi alla fruizione della piscina termale di Agnano, prevede il completamento e l’arredamento dei locali del centro benessere, degli spazi esterni e del locale con le vasche idromassaggio.

planimetria del progetto
planimetria del progetto
il vialetto di ingresso all'area termale
il vialetto di ingresso all’area termale
la piazzetta d'ingresso alle terme
la piazzetta d’ingresso alle terme
il dehors del centro benessere
il dehors del centro benessere
il locale con le vasche idromassaggio
il locale con le vasche idromassaggio
il locale con le vasche idromassaggio termali
il locale con le vasche idromassaggio termali
lo spazio all'aperto intorno alla piscina termale
Il centro benessere della piscina termale di Agnano
vista dall'alto della piscina termale di Agnano
vista dall’alto della piscina termale di Agnano
la piscina di acqua termale
la piscina di acqua termale
l'area all'aperto intorno alle piscine termali
l’area all’aperto intorno alle piscine termali
disegno esecutivo delle docce emozionali in EPS rivestito in mosaico
disegno esecutivo delle docce emozionali in EPS rivestito in mosaico

concorso per la Fiera Internazionale della Sardegna

RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE FIERISTICO DI CAGLIARI

progetto classificato al 3° posto (premio 10.000,00 €) nel concorso internazionale di progettazione

 
galleria
 

Gruppo di progettazione:

  • Arch. Franco Bernardini (capogruppo)
  • Arch. Susanna Pierini (architettura sostenibile)
  • Arch. Luca Lazzarotto
  • Arch. Alessandro Fausti
  • Roberto de Angelis (rendering)
  • Dott. Marco Riccioni (consulente quadro economico)

La fiera come rappresentazione

La suggestione poetica alla base dell’idea del progetto è la metafora dell’edificio come “Isola”: la rappresentazione simbolica della Sardegna. La facciata della Fiera si specchia nell’acqua “raddoppiandosi”, l’ingresso avviene attraversando un ponte. La disposizione planimetrica della Fiera si basa su un asse orientato secondo quello che diventerà l’ingresso principale su piazza Marco Polo e sul palazzo dei Congressi. Su questo percorso vengono attestati sui due lati i padiglioni espositivi, l’hangar esistente (padiglione E) viene conservato e rappresenta un’eccezione alla regola geometrica generale, così come il padiglione di Libera che viene riportato alla sua conformazione originale. Un secondo percorso attraversa diagonalmente l’area secondo l’andamento dei tessuti residenziali di viale A. Diaz costituendo un collegamento con le aree oggetto di potenziali sviluppi tra la Fiera e il mare. Il confine verso sud-est viene definito infine da una “striscia” di verde che –sollevandosi- genera degli spazi funzionali di servizio alla Fiera e costruisce un limite tra le aree espositive all’aperto e la città. 

inquadramento urbanistico

L’Organizzazione spaziale e distributiva

L’ingresso è – come detto – costituito da un passaggio su due specchi d’acqua realizzato in piazza Marco Polo, a destra e sinistra due padiglioni ospitano le biglietterie. L’ingresso principale è anche il terminale di una copertura in metallo e vetro che copre tutto il tessuto connettivo tra i padiglioni e rappresenta l’elemento architettonico forse più rappresentativo dell’intera area espositiva. Gli edifici sono di semplice struttura e costruzione e sono “avvolti” da una pelle (tecnicamente una facciata ventilata) di vetro colorato retroilluminato che comunica l’immagine della Fiera e può essere mutevole nel tempo con la semplice variazione cromatica dell’illuminazione. Le facciate potranno essere utilizzate anche come veicoli pubblicitari sia con temi legati alle esposizioni sia generici. Questi padiglioni sono parzialmente a due piani, con il solaio intermedio che lascia delle grandi aperture verso il piano inferiore consentendo delle viste d’insieme delle aree espositive. La cubatura complessiva e la superficie espositiva sono le stesse di quelle dei padiglioni demoliti.

planimetria generale

Gli ingressi con biglietteria si trovano su piazza Marco Polo, viale A. Diaz e presso il palazzo dei Congressi, gli ingressi carrabili di servizio sono sul piazzale CONI e su viale A. Diaz. Un ulteriore accesso potrà essere realizzato al piano superiore come terminale del percorso sopraelevato proveniente dall’area del porto turistico, creando una sinergia con quest’ultimo, in particolare con l’edificio di archeologia industriale di P.L. Nervi da recuperare. Questo percorso trasversale consentirà di superare l’ostacolo fisico della strada di alto scorrimento Asse Mediano costituendo la premessa per un nuovo rapporto della Fiera con il mare, così come già anticipato dalle indicazioni del PRG e dai Masterplan di recente concezione.

rendering
 
 
 
 

l'ingresso principale
Accessibilità e Parcheggi

Gli accessi al rinnovato Polo Fieristico sono separati per i pedoni ed i veicoli. I primi accedono all’area fieristica vera e propria dai due poli dell’asse distributivo Piazza Marco Polo – Centro Congressi; sulla Via A. Diaz è conservato un accesso dedicato alle attività collaterali previste nella “piazza”. L’intero complesso è facilmente percorribile dalle persone disabili: lo spazio pubblico è completamente accessibile senza soluzioni di continuità, mentre gli spazi interni consentono la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere ogni parte degli edifici e di fruirne gli spazi e le attrezzature in condizioni di autonomia e sicurezza, senza barriere architettoniche.

 
la galleria principale
 
 
 
 

rendering

I riferimenti legislativi sono tutti quelli previsti dalla normativa vigente in materia, con particolare attenzione al D.P.R. 27 aprile 1978, n.384 ed al Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizione tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e della eliminazione delle barriere architettoniche). Le automobili degli espositori ed il traffico pesante accedono dagli ingressi situati lungo la complanare dell’Asse Mediano e da Viale A. Diaz, in entrambi i casi due parcheggi riservati consentono la sosta temporanea e le operazioni di carico/scarico per l’allestimento degli stands. Il pubblico potrà usufruire delle aree di parcheggio esistenti e collocate in prossimità di piazzale Marco Polo, dello stadio Sant’Elia e del centro sportivo CONI. Eventuali ulteriori parcheggi potranno essere reperiti vicino l’ingresso lato CONI e soprattutto nelle aree prospicienti il mare e separati dall’asse mediano, in virtù del nuovo collegamento pedonale e in previsione dello sviluppo futuro di queste aree.

particolare della copertura
 
 
 
 

rendering dell'interno dei padiglioni
Gli spazi aperti multifunzionali

La collocazione dei nuovi padiglioni lungo un asse decentrato rispetto all’area ha consentito di liberare un grande spazio centrale, che chiameremo “la piazza” disponibile all’impiego per manifestazioni all’aperto di carattere sportivo (in particolare il concorso ippico), artistico (concerti e spettacoli teatrali ..) commerciale (mercatini tematici) anche collaterali alle manifestazioni prettamente fieristiche. Questo spazio si presenta pavimentato con i materiali locali (granito, trachite ..) alternati a cemento vibrato in opera colorato in massa. Sono state conservate le alberature di pregio preesistenti disposte a isole e ”segnalate” da un disegno a cerchi concentrici della pavimentazione. A completamento sono state create delle vasche di acqua con sedute integrate alternate a dei giochi d’acqua provenienti dal pavimento.

 
 
 

vista dall'alto
 
 
 

pianta del piano terra e sezioni/prospetti
pianta del piano primo e sezioni/prospetti
Le soluzioni tecnologiche, la struttura, i materiali

Strutturalmente gli edifici a “stecca” sono realizzati con un sistema prefabbricato in cemento armato pluripiano, con pilastri monoliti a sezione rettangolare con lato minore non inferiore a 50 cm e lato maggiore variabile ad ogni interpiano. Mensole rettangolari, semplici o multiple, posizionabili su qualunque faccia del pilastro, permettono l’appoggio, delle travi primarie. I solai intermedi e quello di copertura sono realizzati utilizzando tegoli a TT abbinati a travi a T rovescio e ad L. La possibilità di realizzare fori o cavedi e di sfruttare lo spazio tra le nervature dei tegoli consentirà di risolvere agevolmente anche impegnative esigenze impiantistiche. L’intradosso, grazie alla presenza dalle nervature dei tegoli, può essere facilmente controsoffittato. I pannelli di tamponamento costituiscono le chiusure perimetrali esterne degli edifici prefabbricati ed hanno una struttura portante in c.a. e sono coibentati da strati interposti di materiale isolante; rappresentano i componenti che maggiormente incidono sulla qualità estetica e formale degli edifici si è dunque deciso di renderli anonimi e rivestiti da lastre in vetro fissate ad una sotto struttura in profilati di alluminio con camera di ventilazione.

Restauro filologico del padiglione Libera

Libera affermava di aver voluto “accettare la realtà statica e riconoscere in essa, senza l’ausilio di altri elementi di estetica gratuita, quei caratteri e quei valori figurativi che da soli potessero essere il supporto e la coincidente sostanza dei valori estetici”, quindi l’idea di restauro riporterà in luce la bianca struttura che formava il padiglione ombroso e ventilato, privo da tamponature.

 
 
 

rendering
Impegno risorse rinnovabili – utilizzo risorse naturali
Sistemi Energetici Attivi

Per coprire parte del fabbisogno energetico del complesso, il cui impianto sarà allacciato alla rete pubblica di distribuzione, sono stati utilizzati vetri e pannelli fotovoltaici a totale integrazione architettonica ed un sistema di generatori eolici da 1,5 kW la cui forma particolare li rende meno sensibili alle turbolenze e più “amichevoli” nei confronti dei volatili. I moduli fotovoltaci “vetro/vetro” sono realizzati con PolyVinyl Butyral, materiale tipicamente utilizzato per ottenere i vetri stratificati di sicurezza comunemente utilizzati in edilizia, e rivestono la parte terminale del percorso coperto quartiere fieristico. La copertura curva dell’hangar invece è realizzata con profili metallici grecati di acciaio preverniciato su cui sono posate ed incollate “lamine solari fotovoltaiche” (da 68 e 136 W). L’utilizzo di tale tecnologia integrata come frontiera esterno-interno, permette di ridurne il costo relativo.

 
 
 
Verde
 

 

Per l’edificio di confine si è previsto un rivestimento a verde in copertura per restituire all’ambiente naturale l’area sottratta con l’edificazione. I vantaggi di questa soluzione sono un impatto visivo e psicologico piacevole, una maggiore protezione della struttura ed una vita prolungata per l’impermeabilizzazione protetta dalle sollecitazioni esterne, il filtraggio dell’aria, la riduzione dell’inquinamento acustico, la ritenzione delle acque piovane. La scelta si è orientata sul sistema estensivo che ha caratteristiche di carico ridotto ed economicità anche manutentiva, pur permettendo l’uso di vegetazione varia (prato e bulbose) e resistente alla siccità.

Le piantumazioni della “piazza”, disposte a creare zone di refrigerio destinate a mitigare la calura estiva sono state selezionate in parte tra le specie indicate nello studio “Il Verde Urbano” dell’Ufficio Verde Pubblico del Comune di Cagliari: Celtis australis (Bagolaro spaccassi), Ceratonia siliqua (Carrubo), Morus alba (Gelso bianco), Arbutus unedo (Corbezzolo), Rhamnus alaternus (Alaterno), Juniperus phoenicea (Ginepro fenicio), Phillirea latifolia (Ilatro)

Permeabilità delle superfici orizzontali

Per salvaguardare l’equilibrio idrogeologico della zona tutte le aree pavimentate all’aperto sono state trattate come aree permeabili, per le quali sono state scelte delle soluzioni a lastre e/o cubetti di granito locale “corallo bianco” ed elementi autobloccanti drenanti. Una pavimentazione permeabile all’acqua infatti limita la tendenza all’abbassamento delle falde freatiche, garantisce il miglioramento delle caratteristiche ambientali in relazione al ciclo dell’acqua, riduce i fenomeni di ruscellamento verso i piccoli corsi d’acqua che richiedono frequenti interventi di pulizia, riduce altresì il carico idrico verso i corsi d’acqua nei quali convogliano i sistemi di drenaggio (con conseguente minore sensibilità degli stessi ai fenomeni di piena) e il carico alle stazioni di depurazione dove convogliano i sistemi fognari, con conseguente aumento del loro rendimento.

La permeabilità di una pavimentazione composta da elementi modulari in calcestruzzo o pietra posati a secco dipende sostanzialmente da tre fattori: tipologia e schema di posa dei masselli; permeabilità dei giunti e delle aperture superficiali; permeabilità degli strati che costituiscono il sottofondo. 

 
 
 

il progetto degli spazi all'aperto
Il Ciclo dell’Acqua

È previsto il recupero e riutilizzo delle acque meteoriche con cui saranno alimentati gli scarichi dei servizi igienici, l’impianto di climatizzazione e l’innaffiamento del verde esterno.

Il dimensionamento dei componenti impiantistici del ciclo di riuso delle acque (serbatoi, filtraggio, sistema di pompaggio) è stato fatto valutando le precipitazioni medie annue locali (427 mm) e le superfici di raccolta. I serbatoi sono costituiti dalle vasche d’acqua in pietra e cemento, con profondità variabile fino a 40/60 cm nelle parti centrali, in cui sono poste piante macrofite galleggianti, sommerse ed emergenti, scelte secondo la compatibilità con l’ambiente e la disponibilità sul territorio. Esse permettono un trattamento fitodepurante superficiale dell’acqua raccolta poiché svolgono buona parte della degradazione della materia organica rimuovendo parte delle sostanze indesiderate attraverso l’assimilazione diretta nei tessuti e fornendo ambiente e superfici idonee ai microrganismi che trasformano gli inquinanti. Inoltre è stata prevista una cisterna interrata per lo stoccaggio di elevate quantità di acqua. Il centro servizi realizzato lungo viale A. Diaz ha una copertura ondulata rivestita con “tetto-giardino”, collegato con altri spazi a verde lungo il perimetro. Queste aree a verde verranno trattate per essere utilizzate come spazio ludico, spazio giochi, area espositiva e aree di ristorazione all’aperto vicino al padiglione dell’Agricoltura della Regione Sardegna

 
 
 

vista aerea
vista aerea di notte
piazza vista dal centro servizi

dettagli

 

articolo

piazza Vittorio Emanuele Orlando, Palermo, 2008

progetto di piazza Vittorio Emanuele Orlando a Palermo, 2008-2009

lavori in corso
lavori in corso 2
soluzione A
soluzione A - vista della piazza
soluzione B
soluzione C
soluzione C

planimetria generale della sistemazione della piazza a copertura del parcheggio interrato del consorzio PANORMUS 2000; in rilievo il parcheggio magistrati con l’evidenziazione nella pavimentazione dei resti archeologici e il visitors’ center che contiene i resti del Bastione d’Aragona, nella parte superiore il giardino degli aranci e il filare di palme “washingtonia”

vista “a volo d’uccello” della piazza da via Goethe

vista di dettaglio sul “giardino degli aranci”

vista del rapporto tra la piazza e il Palazzo del Tribunale di Palermo, in evidenza il corpo del visitors’ center “contenitore” dei resti del bastione

vista della piazza dall’interno del visitor center del quale si puo’ apprezzare la particolare permeabilità visiva

Il Bastione d’Aragona (o della “Concezione”) delle mura di Palermo risale al 1572 e fu ulteriormente rafforzato nel 1637. Il bastione faceva parte della cinta muraria realizzata dal 1535 dal vicere Don Ferrante Gonzaga su disegno dell’ingegnere militare Antonio Ferramolino, al posto della cinta muraria della Palermo normanna. Nel 1781 la Reale Deputazione degli Studi vi realizzò un orto botanico, poi trasferito accanto alla Villa Giulia. Il Bastione fu demolito nel 1937 per relizzare il Palazzo di Giustizia.

Nell’ambito della realizzazione del parcheggio interrato di piazza Vittorio Emanuele Orlando, durante gli scavi, sono emersi gli strati archeologici del piano di fondazione. La sistemazione della piazza prevedeva la realizzazione di una zona rialzata che ricordasse “topograficamente” la posizione del Bastione, ma l’interesse dei reperti ritrovati ha suggerito, in accordo con la Soprintendenza, la realizzazione di una struttura che potesse allo stesso tempo consentire la visita del sito archeologico e la sua protezione/conservazione.

L’edificio che abbiamo progettato è stato pensato per garantire la massima trasparenza possibile in senso “orizzontale” in modo da non alterare troppo i rapporti spaziali consolidati della piazza, soprattutto nei confronti dell’edificio monumentale razionalista di Ernesto e Gaetano Rapisarda. In pianta l’edificio si presenta come un rettangolo orientato secondo l’organizzazione spaziale della piazza, con un lato tagliato da una curva che allude al diverso orientamento del tessuto archeologico rispetto a quello attuale e che crea una “tensione” architettonica all’involucro edilizio. Questa tensione sarà amplificata dalla curvatura della copertura per investire anche il prospetto principale verso la piazza.

I prospetti del centro visitatori saranno realizzati in lastre di vetro temperato stratificato di grande dimensione collegati alle strutture in acciaio con giunti a crociera in acciaio inox AISI 316 realizzati con procedimento di microfusione a cera persa, spazzolate meccanicamente per ottenere una finitura lucida. (i cosiddetti “ragni”). Le lastre di vetro -di forma pressoché quadrata avranno agli angoli dei fori in cui verranno fissate le “rotules” di fissaggio, i giunti fra le lastre verranno sigillati con speciale guarnizione siliconica interna e silicone strutturale neutro extrachiaro all’esterno. Uno dei vetri della facciata principale ospiterà la porta di ingresso, con perni a bilico incassati a pavimento e con sistema di chiusura di sicurezza. La struttura portante, di tipo puntiforme, sarà realizzata con pilastri in acciaio zincato e verniciato con polveri epossidiche micacee grigio alluminio a 180°. Sarà localizzata perimetralmente rispetto all’edificio in modo da portare sia la copertura che le facciate e in modo da garantire la visibilità dell’area archeologica senza impedimenti intermedi. La struttura di copertura è di tipo reticolare spaziale, composta da montanti tubolari in metallo zincato e giunti sferici. A questi ultimi saranno collegati dei tiranti per il sostegno delle passerelle per la visita, gli impianti di aerazione e illuminazione. La copertura è composta da un “pacchetto” che comprende una lamiera grecata interna microforata o stirata, uno strato coibente intermedio e una copertura centinata a doppia aggraffatura in un materiale eco-sostenibile come la lamiera in lega di zincotitanio prepatinata all’esterno. Quest’ultima può essere stonalizzata in diversi colori per essere integrata al contesto, nei rendering allegati è stata prevista in colore grigio scuro in modo che nelle viste dall’alto non crei contrasti eccessivi con il colore della pavimentazione della piazza.

 L’interno del padiglione è attrezzato con una piccola area di ingresso dove la pavimentazione in basole di “Calcare grigio siciliano” della piazza entra senza soluzioni di continuità. Alcune passerelle sospese realizzate con grigliato Keller antitacco zincato permettono la visita del sito, i parapetti saranno realizzati con cavi di acciaio tesi in una struttura in ferro. L’illuminazione generale sarà affidata a proiettori “industriali” sospesi alla struttura di copertura, mentre alcune luci d’accento a ioduri metallici nascoste provvederanno a fornire l’illuminazione dei resti archeologici e potranno restare accese anche durante le ore di chiusura al pubblico del padiglione. Il microclima sarà controllato da un impianto di condizionamento installato negli spazi di risulta del parcheggio interrato limitrofi al padiglione, le tubazioni, a vista, saranno supportate dalla struttura reticolare di copertura.

particolare dell’interno del visitors’ center con le passerelle pedonali sospese sopra le rovine del Bastione

vista del visitors’ center dal lato inferiore della piazza, sullo sfondo il Palazzo del Tribunale

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vista della piazza al tramonto alla quota pedonale

vista d’insieme della piazza da lato del giardino degli aranci con in primo piano uno degli ingressi al parcheggio sotterraneo

particolare dell’asse pedonale che attraversa longitudinalmente la piazza contrappuntato dal filare di palme “washingtonia”

vista del lato sinistro del giardino degli aranci con in primo piano un terminale scale ascensore per l’accesso al parcheggio interrato

vista della piazza con a destra l’emergenza del visitors’ center con i resti del Bastione d’Aragona