concorso internazionale per la Camera di Commercio di Prato, recupero di un edificio di archeologia industriale, 2006

Gli obbiettivi che ci siamo prefissati nella progettazione della nuova sede per la Camera di Commercio di Prato sono stati:

             ricerca della soluzione di maggiore efficienza e razionalità in base all’elenco di richieste dell’ente, anche in merito alla flessibilità nella distribuzione degli spazi e alla possibilità di riorganizzazione, considerando che lo sviluppo attuale della tecnologia comporta mutevoli necessità anche nel corso di pochi anni.

             ristrutturazione attenta del complesso di archeologia industriale nella considerazione del valore architettonico dell’insieme. Conservazione e valorizzazione delle parti di più significativo impatto estetico e adattamento del nuovo organismo alle caratteristiche della struttura.

             realizzazione di una proposta architettonica di significativo impatto estetico, in relazione alla creazione di un ambiente di lavoro gradevole ed efficiente e alla comunicazione di una immagine di razionalità e funzionalità.

PRINCIPI GENERALI La sezione dell’edificio ha posto un primo significativo “problema” da affrontare: l’altezza del corpo di fabbrica diviso in due piani, comporta delle altezze di circa 5 metri per ogni livello; inoltre la posizione delle aperture non è conforme alla necessità di utilizzare gli spazi come uffici, infatti la maggior parte delle finestre al piano terra ha il davanzale a più di due metri da terra mentre quelle del primo piano sono quasi tutte a più di cm 180 da terra. La conseguenza sarebbe che gli uffici avrebbero le finestre ad un’altezza tale che sarebbe difficile persino la percezione dell’esterno oltre che la corretta areazione e illuminazione naturale.

Schema sezione tipo La soluzione scelta è stata di concentrare gli uffici di maggior pregio intorno alla corte centrale, dove al piano terra la cortina muraria è stata sostituita da una facciata continua in vetro, mentre sul perimetro esterno vengono distribuite le funzioni di supporto tecnico e di servizio, lasciando questi spazi a tutta altezza. Gli impianti a questo livello vengono concentrati sui corridoi, i quali verranno controsoffittati per portare l’altezza degli stessi insieme agli uffici sulla corte ad una altezza più proporzionata e vicina alle esigenze ambientali degli uffici. Le finestre a nastro esistenti interne alla corte, pur rimanendo per ragioni di conservazione dei prospetti, corrisponderanno alla quota dei controsoffitti impiantistici. Al primo livello abbiamo deciso di sollevare tutto il piano di calpestio con un pavimento flottante, che corrisponderà ad un cavedio tecnico dove passeranno gli impianti, lasciando in questo modo aperta la possibilità in alcuni casi di lasciare a vista gli intradossi delle volte a botte di copertura. Il sollevamento della quota di calpestio comporta la riduzione dell’altezza dei parapetti a circa 1 metro e la possibilità di conservare su tutto il piano le aperture esistenti sia verso l’interno che verso l’esterno.La distribuzione generale del complesso prevede dei corridoi longitudinali lungo le ali lunghe parallele a via Baldanzi, con distribuzione degli uffici sui due lati (al piano terra la posizione del corridoio è condizionata dalla presenza dei pilastri, ed è quindi leggermente decentrata mentre al primo livello è al centro della sezione), gli uffici di maggior pregio –come detto- occuperanno le aree verso la corte interna. Il collegamento trasversale e verticale è garantito da una struttura esterna leggera e cristallina in metallo e vetro, che comprende due gruppi scale/ascensore (anch’essi in vetro) e un percorso trasversale sospeso protetto da una facciata continua in vetro.I materiali utilizzati per la ristrutturazione del complesso saranno di tipo biocompatibile, in particolare gli intonaci e le pitture saranno traspiranti e a base di calce. Il rivestimento della copertura esistente verrà sostituito con la tecnologia del tetto ventilato, perché crediamo che la migliore fonte di risparmio energetico sia l’isolamento termico, utilizzando un primo strato coibente, una camera di ventilazione, uno strato impermeabilizzante in bitume naturale e un rivestimento finale in scandole di zinco-titanio. Una parte delle coperture -quella esposta a sud- sarà occupata da pannelli solari sia per la produzione di acqua calda sanitaria sia elettrofotovoltaici per la produzione di energia elettrica.Gli interni, tranne che per le sale principali, verranno suddivisi con pareti divisorie spostabili, in modo da consentire future varianti nella distribuzione e seguire l’evoluzione delle esigenze dell’ente. Inoltre le pareti divisorie potranno integrare anche gli arredi fissi come le armadiature, le porte e gli scaffali/librerie.I pavimenti saranno realizzati in gres porcellanato lappato di grande dimensione (cm 60×60) con riferimento al colore e texture della Pietra Serena, al piano primo verranno realizzati su pavimento flottante e ispezionabile, con struttura in ferro zincato. Lo stesso pavimento sarà utilizzato anche per l’esterno in modo da garantire una continuità visiva tra gli spazi interni ed esterni. I controsoffitti verranno realizzati in cartongesso e quelli ispezionabili in pannelli ispezionabili di acciaio microforato (tipo Clip-In), con integrazione dei terminali dell’impianto di climatizzazione (anemostati) e del sistema illuminotecnico (proiettori e plafoniere ad incasso), negli ambienti dove è previsto l’uso di video terminali l’illuminazione sarà di tipo darklight.Tutte le aree saranno di piena accessibilità ai disabili che avranno la possibilità di fruire di ogni area dell’immobile in piena autonomia, a partire dai parcheggi, agli ascensori, ai servizi.

 

 

 

 

  

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